Racconti di Viaggio


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(Navigazione, 28 Gennaio, by Carlo)
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(Navigazione, 28 Gennaio, by Carlo)
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(Navigazione, 28 Gennaio, by Carlo)
Le Colonne d'Ercole
(Gibilterra, 28 Gennaio, by Carlo)
Clandestini senza visto
(Algeri, 15 Gennaio, by Carlo)
Tutto come previsto
(Algeri, 13 Gennaio, by Carlo)
Giro del mondo a vela
(Fiumicino, 12 Gennaio, by Carlo)
 Il Diario di Bordo di Aquileia
 by Spartaco Ippolitoni
data: 03/12/2006 
luogo: Aquileia 

Il Diario di Bordo di Aquileia




Pubblico in questo racconto il diario di bordo dello Swan 51 ‘Aquileia’ di Spartaco. L’amico con cui ho passato i primi quattro mesi del mio viaggio a bordo di Okianos, è salpato il 15 ottobre da Fiumicino con Vittorio, Carlo e altri amici per raggiungere i Caraibi.
Man mano che mi arriveranno gli aggiornamenti, provvederò ad integrare questo racconto...






Partenza come previsto alle nove di domenica 22 ottobre ,quasi nessuno sul molo a salutarci .

Tempo incerto ,poca onda al traverso .

Abbiamo il vento sul muso o quasi ed andiamo a motore ,balliamo un poco sull’onda lunga al traverso .

Mettiamo giù la pinna della deriva e balliamo molto meno .

Mettiamo una randa a stabilizzare e balliamo ancora meno ,come previsto su tutti i manuali di navigazione ; qualche volta funzionano.

La notte passa normalmente con poco freddo ,ma la mattina dobbiamo affrontare le bocche ,alle sette siamo al traverso della Maddalena .

Le bocche …….le temibili bocche di Bonifacio,……passate in due tre ore a motore ,con un minimo di aiuto della vela e con un mare forza –lagoquasicalmo ,sole estivo e relax .

Speriamo di non doverlo pagare in seguito.

Entriamo senza problemi a Stintino a fare gasolio .

Facciamo gasolio ,anche in duecento litri di tanniche e restiamo ormeggiati al molo del distributore,ci resteremo tutta la notte .

Si affianca un Bavaria 40 tedesco ,gli passiamo il tubo ,ma dopo lui deve andarsene ,il benzinaio ha intercesso per noi col delegato di spiaggia

“restano tutti a bordo per ogni evenienza “(vero),”sono molto esperti”(vero per tutti salvo il sottoscritto)

In realtà ,abbiamo fatto il triplo di gasolio di lui: quindi noi al molo ,lui alla ventura ,dure leggi del capitalismo.

Si affianca un altro Bavaria (quarantanove) tirato a lucido con un tendalino bimini spettacoloso .

Accanto al nostro Swan ,fa un poco la figura del brutto anatroccolo ,ma neanche tanto.

Ha il ponte stipato di taniche ,chissà dove deve andare .

Dice alle Baleari ,con tutte quelle tanniche non intacca nemmeno il serbatoio principale.

Dice che il suo motore consuma troppo .

Facciamo due conti e consuma poco più di noi ,cioè circa un litro al miglio ,non è tantissimo.

Poi capiamo tutto : il carburante costa circa come il vino ed il timoniere parla come un rude uomo di mare GENOVESE.



Ripartono nella notte per passare lo stretto dei fornelli ,domani ci sarà vento cinque con mare grosso sul muso ,speriamo che non finiscano grigliati.



La mattina due traghetti ci passano molto vicino per fare manovra, sembra che si muovano in tutte le direzioni,in modo aggraziato, quasi in una danza ,sicuramente meglio di me in un parcheggio.

Mi spiegano che con le eliche di prua e con decine di anni di esperienza di quella specifica manovra è quasi normale ,ma fa impressione lo stesso.



Le previsioni sono contraddittorie venti da Sud ovest ,tendenti ad ovest o simili ,noi dobbiamo andare a ovest sud ovest o simili .vento e mare sul muso ,si potrebbe fare ma c’è un problema ……..Noi Siamo In :Vacanza



Due bordi a vela per provare ,la barca va bene di bolina ed al traverso,è uno Swan cinquantuno e ci mancherebbe altro .

Le traversate lunghe saranno col vento in poppa e non ci dovrebbero essere problemi.



Il giorno dopo

Partiamo da Stintino verso le nove e ci dirigiamo verso i famosi “fornelli”

Per uscire è piuttosto semplice si devono allineare due mire e seguirne la direzione ,finché non si allineano tra loro altre due mire, allora si cambia direzione e si seguono queste altre .

Dopo un poco siamo fuori.



Il mare è contro ,un metro abbondante di onda lunga ,col vento relativo al traverso.

Dopo qualche ora il mare di prua si calma e monta un po’ quello al giardinetto .

Il vento sale fino a diciotto –venti nodi .

Riduciamo motore per rimanere a circa sette nodi

Siamo poco invelati perché siamo appunto in vacanza e ci esercitiamo ad una sana prudenza che ci sarà utile in seguito.

La barca balla poco ,ma in modo (poco) fastidioso.

Prendiamo un tonnetto (alla tartara con capperi e cipolle di Tropea) ed una lampuga di circa due chili (arrosto con patate )

Nel primo pomeriggio del giorno successivo siamo a Mahon ,Minorca , Baleari.

Abbiamo passato il Golfo del Leone con uno scirocco di una ventina di nodi e quasi sempre sole ,molto meglio di un maestrale da quaranta.

Una barca gialla col fondo trasparente ,carica di turisti ci viene incontro al largo ,ma si balla troppo ,invece dei fondali esterni farà un giro turistico delle coste del fiordo .

Il fiordo di Mahon è bellissimo ,guardato da un forte zeppo di vecchi cannoni all’entrata e con degli altri forti minori sparsi per il fiordo

Era una base della flotta inglese contro Napoleone.

Chissà se gli Spagnoli la hanno ceduta in uso nelle guerre contro Napoleone o se gli Inglesi se ne sono appropriati ,come del resto hanno fatto con quasi tutte le isole dell’universo per una loro strategia imperiale .



Il paesino ,molto inglese ,coi prati tipo campo da Golf ,è molto caratteristico e tirato a lucido.

La baia è molto protetta e non si balla per niente ,fortuna ,a suo tempo, per la flotta inglese e per Lord Nelson che dicono soffrisse il mare.



Relax per un giorno completo a Mahon . E’ l’ultima volta che scrivo che siamo in VACANZA ,d’ora in poi è sempre sottinteso.



Il giorno dopo partenza e giri di tre giorni per le Baleari –Maiorca –Ibiza- Formentera.

A Formentera ci lascia Enrico ,il farmacista ,grande pescatore del gruppo ,ci lascia dei suoi segreti e qualche esca miracolosa , ma penso che d’ora in poi sarà dura.

Nelle Baleari abbiamo pescato una piccola lampuga ed una decina di tonnetti di branco.

A sushi ,carpacci e simili non sono mai abbastanza .

Comunque i filetti appena scottati sono quasi altrettanto validi.

Per disperazione ne abbiamo fatto anche qualcuno bollito.

Non parlo molto della barca perché va bene ed inoltre consuma poco quando va a motore ,quindi non c’è niente da dire.

Le Baleari sono bellissime soprattutto per le baie ed i fiordi molto protetti e pittoreschi .

I marina sono molto migliori dei nostri ,ma dipende soprattutto dalla fortunata conformazione delle baie ,quindi non buttiamoci sempre giù ,spesso non è colpa nostra.



Il trentuno ottobre partiamo da Formentera per arrivare ad Almerimar il giorno dopo .

Una notte di mare contro o nebbia fitta in banchi .

Il giorno dopo becchiamo la madre di tutte le correnti contro ,quasi tre nodi ,ma questo è l’inizio dello stretto di Gibilterra ,speriamo bene..

Probabilmente non si tratta del fatto che noi siamo i cattivi che vanno puniti da correnti contrarie ,ma solo del fatto che in Atlantico ci sono più maree che in Mediterraneo ,quindi con l’alta marea si trova una corrente entrante, proprio sul muso.

.

Almerimar è una cittadina finta ,costruita attorno al Marina ,al momento semideserta.



Prossima tappa Tariffa , dopo Gibilterra ,praticamente in Atlantico.



Il giorno tre novembre siamo a Tariffa ,avendo preso un tonno strepitoso.(alla piastra, appena scottato, tre ore dopo la cattura)

Bufere tutt’intorno ci consigliano di rimandare la partenza per Madeira di uno ,forse due giorni.

Turismo a gogò . Vittorio riesce ad affittare una macchina per un paio di giorni,cosa , ci dicono ,difficilissima.







Dopo alcuni giorni forzati di ozio operoso ,dovuti al maltempo il giorno sette partiamo per Madeira ,le previsioni sono buone.

Usciti da Gibilterra un piccola burrasca che non aveva letto le previsioni si fa viva con mare corto e duro da prua e una trentina di nodi di vento .



Poggiamo un po’ per andare verso le Canarie saltando Madeira ,ma tenendoci su una rotta intermedia :in caso la buferetta ci ripensasse., potremmo ripensarci anche noi.



Niente da fare si rifiuta di adeguarsi alle previsioni meteorologiche .

Altra poggiatine e via verso le Canarie ,anche perché eravamo un po’ stretti come tempi.



La navigazione diventa vacanziera con sole ,temperatura mite ,ed un vento tranquillo tipo sud est ( credo si chiami Aliseo Portoghese)



Il giorno prima di arrivare ,altro colpo di vento ,questa volta previsto ,con trenta nodi.

Cambiano randa con una mano di terzaroli con trinchettina quasi completa.

Siamo pronti per ulteriori rinforzi di vento senza dover svegliare nessuno in piena notte.

E ballando moltissimo col mare al traverso ,malgrado la pinna della deriva mobile abbassata per contrastare il rollio, arriviamo a Lanzarote.l’undici novembre verso mezzogiorno.



Ci aspetta un arrivo strano ,in un mare di sabbia portata dal vento del deserto ,l’Armattan che riempie tutto di sabbia .

Il sole si vede poco ,è come una specie di nebbia secca che avvolge tutto,ma non è spiacevole ,lo sarà quando dovremo dissabbiare la barca.



Lanzarote è una piantagione di villini a schiera ,neanche troppo brutti.,per quanto possano esserlo dei milioni di villini a schiera che tappano il paesaggio ,d’altronde è l’unico modo per alloggiare trentatrè trilioni di tedeschi di ceto medio e le loro carte di credito, come testimoniano i miliardi di aerei che arrivano e ripartono dall’aeroporto ,mentre ci passavamo vicini , quasi uno al minuto.

Non per nulla la Spagna ha molto più turisti di noi ,avendo molto meno Colossei,Vaticani, Uffizi, Pompei e Venezie





Due tre giorni di relax Lanzarote.

L’interno è molto più bello perché non ci sono villaggi di loculi per tedeschi poveri

Il paesaggio è particolare con pochissima vegetazione e coltivazioni di vite in riquadri di uno due metri quadri ,e protetti dal vento da muri a secco.

Molti campi sono coperti da graniglia di lava nera che sembra tenga caldo il terreno ed impedisca alla terra di venir portata via dal vento.

Il rilevato della strada è usato spesso come muro frangivento per le coltivazioni ,quindi c’è una specie di canale tra la strada ed un muro frangivento ad un metro di distanza con un filare di vite bassissima al centro ,una cosa che non avevo mai visto prima.

Il vino ,molto forte non è comunque meraviglioso,almeno quelli che abbiamo trovato noi.



IL vento oltre alla lava è il re di Lanzarote.

Visitiamo in macchina il mirador del rio: un belvedere con bar ristorante e vendita di souvenirs il tutto scavato nella roccia lavica ,di fronte alla stretto canale che separa Lanzarote da Graziosa(altra isola)nella parte nord del paese.

Le grotte sono piene di opere (sculture e simili) di un certo Manrique che sembra sia molto famoso ,comunque l’ambiente è molto bello.



Poco più a sud abbiamo visitato una specie di zoo –giardino botanico (carissimo –quattordici euro di entrata) ,non è niente di speciale ,con trilioni di vari pappagalli e dei suricati (specie di piccole manguste del Sud Africa )che erano in allarme per un falco che stava nella zona ed erano tutte in piedi di vedetta.



Carlo ,molestando un pappagallo per fargli una foto da un millimetro ,ha rimediato un beccata sulla macchina fotografica che gli ha parzialmente smontato l’obbiettivo.



A sud ovest dell’isola c’è il parque de Timanfayo ,in una zona di un paio di centinaia di chilometri quadrati che è stata completamente sommersa dalla lava in epoca Napoleonica ed è rimasta un deserto nero ,con i segni delle colate .

Il solito ristorante ha un accesso semidiretto col calore del vulcano ancora attivo e ci griglia i polli.



Abbandonata Lanzarote andiamo a Fuerteventura a poche miglia di distanza ; il Primo porto “Marina del rosario” è orrendo ,fortuna che ci cacciano perché eravamo su un ormeggio privato.



Usciamo di nuovo in mare e possiamo scegliere ,proseguire col mare corto in prua o tornare indietro e ridossarci con l’isola.



Ci ridossiamo : il porto di Corallejo è bruttarello ed il paese anche, Fuerteventura ha costruzioni simili a Lanzarote ,loculi a mucchi ,ma sono giallognoli invece che bianchi ,devono ,invece di essere fatti su misura per i saldatori specializzati di Dusseldorf ,devono essere abitati dagli impiegati del catasto di Norimberga, anche loro in cerca di sole economico.



Il giorno dopo (16 11) partiamo per Puerto morro Jable ,la punta sud ovest di Fuerteventura .



Ieri abbiamo scucito(nel senso di strappato) la bugna della randa, oggi stavamo per scucire il motore ,rimasto con poca acqua a causa di un manicotto (di collegamento dell’acqua motore con quella del boiler ) rottosi proditoriamente .



Non ci dovrebbero essere danni immediati ,ma per sicurezza il manicotto traditore è stato escluso ,faremo le docce calde con l’acqua scaldata elettricamente col generatore .



Per la bugna per adesso useremo sempre una mano di terzaroli,che esclude quella bugna .



Per completare la giornata perdiamo due lampughe ,arrivate praticamente sottobordo,dieci chili scarsi stimati di lampughe perse .

Durante il recupero non eravamo d’accordo sul modo di cucinarle e loro ci hanno risolto il problema slamandosi.



Nella traversata siamo sorpassati da uno sloop tedesco con randa in kevlar: loro randa in kevlar ,noi Carlo al timone ,non c’è stata lotta.



Al porto arriviamo comunque prima noi perché abbiamo ammainato le vele prima (con quella randa ad ammainare se non hanno sistemi evolutissimi ci mettono due settimane) .



Subito dopo il diluvio ,rimaniamo barricati in barca assediati da pioggia a vento.

Anche Fuerteventura (oltre che Lanzarote)è il regno del vento e stasera ne abbiamo la prova.



Domattina partenza per Gran Canaria dove Roberto ci ha trovato un posto in un marina.



A Gran canaria i posti nei Marina sono stati tutti presi con mesi di anticipo dai partecipanti(un paio di centinaia) all’ARC :una specie di regata – traversata Oceanica di gruppo –festa della birra,alla quale si uniscono alcuni (centinaia ?)di Portoghesi(nel senso di abusivi ) che traversano con gli altri ,ma non pagano l’iscrizione.



Traversata per Gran Canaria col vento al gran lasco: poca onda e vento a raffiche finchè siamo rimasti sottovento a Fuerteventura ,poi il vento è diminuito ed il mare aumentato ,con Carlo al timone è emozionante ,ma deve imparare per le future traversate……



Siamo troppo veloci ,i pesci si slamano,ma d’altronde dobbiamo trovare qualche soluzione ,traversare l’Atlantico a tre nodi in un paio di mesi o quasi ,non ci piace proprio.



A ridosso di Gran Canaria il vento riaumenta fino a venticinque nodi ,il mare si spiana un po’ e gira di poppa ,la barca con Spartaco al timone (per fortuna) tocca in surf unici e due ,non è il record ,ma poco ci manca.



Rollando il fiocco Carlo fa qualche solita cazzata(lascia troppo la scotta, senza lasciare neanche un collo sul winch) e….. becca la solita cazziata (fortuna che non ha lasciato il SUO collo sul winch.)



Partenza da Canarie per Sal ,Capoverde ,ultimo arcipelago prima della traversata



Contiamo di arrivarci in 5 gg ,vento forte al traverso balliamo per un giorno ,poi smette ed andiamo a vela e motore.

Ci teniamo un po’ più ad est della rotta normale per evitare dei temporali ,infatti faremo tutta la traversata col sole.

Negli ultimi due giorni e mezzo il vento ò quasi in poppa piena e surfiamo anche a poco più di dieci nodi ,su mare formato

(quasi tre metri) con solo randa con due mani di terzaroli e trinchettina a farfalla.

Si balla molto ,mettiamo giù la pinna mobile della chiglia e balliamo un po’ meno.

Arriviamo dignitosamente stanchi ,di notte piena, in poco meno di cinque giorni.

Consumo di combustibile trascurabile ,dovremo abituarci in traversata perché abbiamo autonomia per poco meno di un quarto del percorso.

Il timone automatico lavora (facendo tutti i debiti scongiuri e magari anche quelli indebiti) bene ,se no sarebbe un dramma ,senza luna per parte della notte ,timonare a farfalla è stancantissimo.



A vela perdiamo troppi pesci che si slamano o magari si rompono ,per umanità ritiriamo le canne e troveremo una soluzione.

Due piccole lampughe pagano pegno e finiscono al guazzetto.

Di notte fa freddo ,porca vacca e noi che pensavamo di andare ai tropici.

La cosa è comunque normale perché il vento è da nord est ,in traversata verrà da est e sarà più caldo.

Verrà dall’Africa invece che dall’Atlantico.

A Palmera ,parente del famoso tonno che si fa qui ,in rada si balla da pazzi ,fortuna che ci siamo abituati.

La città non esiste ,non c’è niente ,ci sposteremo per trovare un luogo più abitato e visitare l’isola che non deve essere sconvolgente.

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