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Racconti, lettere, stupidaggini che hanno per tema un viaggio, un posto, una situazione o un ricordo.
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I Racconti
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L'inno del corpo morto by Alberto |
data: 20/09/2006 luogo: Portovenere |
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L'inno del corpo morto
E questo è l'inno-o
del corpo morto
lo può cantare solo chi cazza di molto.
Se vi stupite
la reazione è strana
perché cazzare soprattutto è cosa umana.
Noi ci svegliamo e
dalla mattina
il corpo sogna sulla banchina.
Le trappe posano
in mezzo al porto:
è questo l'inno, l'inno sì,
del corpo morto.
C'hanno detto vili
brutti e schifosi,
ma son soltanto ferri da stiro gelosi.
Il mare è mosso,
il cielo è scuro:
noi siamo quelli che usciranno di sicuro.
Aprire il fiocco dà gioie infinite:
issare genoa, trinchetta oppure spinnaker.
Quindi cazzate
perch'è dimostrato:
si rimonta il vento dopo aver cazzato.
Evviva i winch,
sian benedetti,
i maniglioni, gli strozzascotte e i filetti
evviva anche
chi vuol virare
perché alla fine
è necessario poi cazzare.
Se incrocio un gommone,
uno yacht, o un motoscafo
mi levo il berretto
e un saluto gli fo’.
Il bello nostro è che ci si inclina parecchio
si lasca randa solo se vien dallo specchio.
Fino alla falchetta
vogliam sbandare
e sotto raffica ancora un poco orzare!
Con le cerate andremo a navigare
poi tutt'a un tratto si fa quello che ci pare
e a chi ci dice, dice: "te, fa’ questo e quello!"
noi diamo àncora o prendiamo un gavitello.
Non sono stato mai così giocondo.
Viva gli oceani che ricopron tutto il mondo:
è un mondo libero, un mondo squaquera,
perché spillaquera di qua e di là.
Cazzate!
Lascate!
Orzate!
Poggiate!
La scotta sopravvento
Non deve sbatacchiar!
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