Zinga ha tuonato: ai trasporti "ghe penso mi"

Aiutooo… Dopo il disastro della sanità, la Regione si pappa pure la Roma-Viterbo!

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Fermate le macchine… Smettetela con le proteste… Niente più lamentele… Buoni e zitti… Soprattutto sereni… Sperate, gente! Il “sol dell’ avvenire” sta per alzarsi imperioso in un cielo plumbeo. In un batter d’ occhio il dramma (e la vergogna) dei trasporti locali, che rende la linea “lumaca” Roma-Viterbo una pietosa odissea per chi é costretto a sciropparsela, è risolto! Ci pensa lui. L’ uomo della Provvidenza che alterna le sue estenuanti giornate tra la Pisana (poche) e via del Nazareno (molte).

Pur impegnatissimo – tra una litigata col Giggino “international” e uno scambio di vaffa col Matteo ex, tra uno spot a favore dello ius soli/ius culturae/ius “tutto agli immigrati” e un determinante contributo alla soluzione della crisi della siderurgia – il mago Zinga ha trovato il tempo di annunciare ai popoli di Viterbo, di Roma, di Ostia e del Lazio che – d’ ora in poi – il disastro dei collegamenti che non collegano è affar suo. Bacchetta magica e passa la paura. Zacchete, basta ATAC (e su questo chi verserebbe una lacrima?). Arizacchete, adesso se ne occupa la RE-GIO-NE! Il segretario-presidente ha esternato. A mo’ di Zaratustra. Col suo ghignante sorrisetto, che non si sa se è un tic o un vago sentore di presa per il posteriore…

Scherzi a parte, c’è da rabbrividire. Cari miei, ce la vedremo brutta e a colori! Vi immaginate i nostri trasporti amministrati con la stessa efficienza, maestria e attenzione all’utente con cui viene amministrata la nostra sconquassata sanità regionale e viterbese? Dopo il grande e riconosciuto successo riportato nel curare la di noi salute – e premiare i suoi fedelissimi, certamente i migliori (come no) – El Zinga si fa meritoriamente carico anche dei nostri spostamenti. Evviva! È la svolta che attendevamo… Come quella che il presidentissimo sta imprimendo deciso – e con strane nomine di consulenti – alla valorizzazione del patrimonio culturale della Tuscia, mentre si premura di sostenere con grazioso e motivato obolo quella stampa locale indubbiamente capace di trasmettere al meglio i suoi proclami alle supplici masse “laziali”. Poveri noi… Fatece votà!

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