Caso Barbieri, l’ex chiesa della Pace è bene inalienabile. Chi lo ha inserito tra quelli in vendita?

Intanto la Procura ha chiesto l’archiviazione dell’inchiesta per falso in atto pubblico che vede indagato l’assessore al Patrimonio

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Paolo Barbieri

Chi ha inserito l’ex chiesa della Pace nell’elenco degli immobili comunali da alienare? E’ la domanda su cui si incardina una vicenda quanto mai confusa.  E che negli ultimi giorni ha sollevato un polverone mediatico che ha visto l’assessore al Patrimonio Paolo Barbieri indagato per falso in atto pubblico. Un’ipotesi di reato su cui, nelle ultime ore, il pm Stefano D’Arma ha presentato richiesta di archiviazione.

Tutto nasce da un emendamento al Dup (documento unico di programmazione), presentato dai gruppi di maggioranza durante il consiglio comunale dell’11 aprile, in cui un magazzino veniva posto in vendita a circa 19 mila euro.

La superficie del locale, quasi 300 mq, fa sorgere qualche dubbio. Si scopre così che il presunto deposito è in realtà l’ex chiesa della Pace.

Sul documento inoltre una manina, tuttora ignota, ha aggiunto a penna un 3 facendo lievitare il valore dell’immobile da diciannovemila a 319 mila euro. Da qui la manomissione di atto d’ufficio.

Ma la vicenda ha un ulteriore risvolto paradossale. Da recenti accertamenti sembrerebbe che l’ex chiesa rientri nei beni che fanno parte del Fondo per il culto. Tradotto: è un bene inalienabile!

Possibile che, nonostante l’edificio sia inserito in tale Fondo da circa 15 anni, nessuno se ne sia accorto?

Annamaria Lupi

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