SI perpetua l'ignobile tradizione di Yulin, in Cina

Il Festival dell’orrore: cani e gatti al macello per essere mangiati. Un italiano si batte contro lo sterminio. Aiutiamolo!

Nei dieci giorni del Festival della carne di Yulin, cani e gatti vengono presi per essere cucinati e serviti sulle tavole dei ristoranti cinesi

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Una tradizione ignobile. Uno sterminio di cani e anche gatti in Cina: oggi vogliamo parlare del Festival di Yulin, che ogni anno porta alla tortura e all’uccisione violenta e crudele di migliaia di animali.

Gabbie minuscole e reti strapiene di cagnolini doloranti, tavoli da macelleria insanguinati, animali cucinati vivi, come raccontano foto e video così cruenti da essere intollerabili.

Nei dieci giorni del Festival della carne di Yulin, cani e gatti vengono presi per essere cucinati e serviti sulle tavole dei ristoranti cinesi. Una manifestazione che va avanti dal 2009 e che viene puntualmente smentita dalle autorità e sminuita come un “fenomeno locale non autorizzato”. Ma non è certamente così, come dimostrano alcune immagini e delle testimonianze.

Secondo un’assurda e infondata tradizione, infatti, si dice che la carne di questi animali sia resa più tenera dalla violenza alla quale sono sottoposti prima di morire. Alcuni cani spesso vengono rubati dalle case dove vivevano, ammassati in gabbie piccole, lasciate sotto il sole anche per settimane; costretti a subire sete e fame prima di finire uccisi a bastonate oppure sgozzati. Alcuni vengono addirittura scuoiati o bolliti ancora vivi.
Da anni l’opinione pubblica internazionale protesta per quanto accade per le strade e nei locali della città nella Regione Autonoma di Guangxi Zhuang.

Grandi star e persone comuni, inorridite, sono scese in campo per condannare la manifestazione. Sono state raccolte e inviate al governo cinese molte firme contro questa ignobile tradizione; organizzazioni internazionali si impegnano a salvare più animali che possono acquistando interi carichi diretti ai macelli. Anche un italiano trentenne originario di Matera, Davide Acito, si è mobilitato contro il massacro.

Action Project Animal, con il sostegno della stilista e imprenditrice Elisabetta Franchi, animalista convinta, ha inaugurato il suo Island Dog Village EF con l’obiettivo di creare un luogo di salvezza per le povere bestiole; uno spazio in cui sono perennemente presenti veterinari, custodi e volontari. La stilista, dopo aver visto un post di Davide Acito, già impegnato nella missione, ha pensato che non poteva restare indifferente di fronte a quelle immagini strazianti. Così ha deciso di contattarlo. Tra il 2012 e il 2013 ha eliminato l’utilizzo della pelliccia animale dalle sue collezioni di moda.
Grazie alla Fondazione Franchi, inoltre, un gruppo di veterinari è partito in supporto di Davide e del suo gruppo.

Mentre accarezziamo e coccoliamo i nostri cani, pensiamo anche noi a mobilitarci contro questa ignobile tradizione.

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