Il significato del voto umbro? Eccolo, senza tanti paroloni

Puniti traditori e facce di bronzo. Premiato chi parla semplice e chiaro. Ha perso la casta!

Niente politichese e dotte o cerimoniose analisi. Andiamo al succo. Senza tante storie!

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belli ciao
L'immagine della disfatta dell'alleanza M5S-PD rimbalza sui social della Lega

Niente politichese e dotte o cerimoniose analisi. Andiamo al succo. Senza tante storie. La verità e le verità! In modo semplice e chiaro. Non stiamo a cincischiare e a concionare a vuoto… Che cosa hanno dimostrato le elezioni umbre? Che cosa significa l’annunciata disfatta delle facce di bronzo “Giuseppi” omino impettito-Giggino Of Maio-Zinga Zinga-Grillo “pinocchio” e il trionfo di Salvini e del centrodestra in una regione che fu a lungo rossa?

1) Che gli italiani, checché ne pensassero lorsignori del ribaltone e delle trame di Palazzo, non hanno l’ anello al naso e sono stufi di essere presi per il culo.

2) Che non si possono impunemente cambiare alleanze in due giorni, dicendo tutto e il contrario di tutto e abbracciando teneramente chi si demonizzava fino a un’ ora prima.

3) Che lo stesso premier (duro adattare questo termine a un cicisbeo-nullità come l’avvocaticchio) non può essere buono per tutte le stagioni: come se niente fosse, passare dalla destra alla sinistra e pretendere pure di essere considerato rispettabile e coerente!

4) Che, a fronte di questo intreccio di bugie e contraddizioni, vengono premiati i politici che comunicano senza fronzoli e paroloni, che sanno e vogliono stare in mezzo alla gente e la ascoltano, che mantengono le loro posizioni e che non cambiano bandiera e atteggiamento a seconda delle convenienze: quello che fanno Salvini e la Meloni, meno Berlusconi (che ha ondeggiato a lungo prima di scegliere da che parte stare).

5) Che ha vinto il popolo – con le sue pulsioni, le sue esigenze, le sue sofferenze e insofferenze – contro la casta poltronista, che con il popolo aveva da tempo perso i contatti, per indifferenza e per paura.

6) Che non si può governare contro il ceto medio tartassato – quello che suda e si guadagna il pane tutti i santi giorni – spargendo cervellotiche tasse e ignobili balzelli e rendendo la vita ancora più difficile alle piccole aziende, ai commercianti, alle partite IVA e alle start-up.

Le facce di bronzo vogliono punire chi si rimbocca le maniche e fatica. E agognano il tintinnio delle manette per qualche peccato veniale scaturito da un sistema fiscale vorace e ingiusto (non difendiamo, attenzione, i GRANDI evasori…). Hanno testardamente e artogantemente seguito la via contraria alla logica e al buonsenso. E sono stati castigati, sepolti dal voto! I Cinque Stelle, espressione del “tradimento”, più degli altri. Non so quanto dureranno ancora. Mi auguro che alzino i tacchi al più presto! Per il bene degli italiani, che non ne possono più delle loro menzogne e del loro fallimentare sinistrismo bocciato dalla storia.

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